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L’analisi tecnico-forense della scena del crimine è finalizzata all’individuazione, documentazione, valutazione e interpretazione delle tracce e degli elementi materiali utili alla ricostruzione dell’evento. L’attività comprende l’esame della documentazione fotografica e planimetrica, dei verbali di sopralluogo e repertamento, dei rilievi tecnici, dei reperti acquisiti e delle risultanze degli accertamenti scientifici eseguiti.
Particolare attenzione viene riservata alla corretta localizzazione, raccolta, conservazione e tracciabilità dei reperti, nonché alla verifica della catena di custodia e dell’eventuale presenza di contaminazioni, alterazioni, omissioni o criticità metodologiche. I dati oggettivi vengono analizzati in relazione alla dinamica prospettata, distinguendo le evidenze scientificamente supportate dalle interpretazioni meramente ipotetiche.
L’indagine è condotta secondo procedure validate e standard forensi di riferimento, con un approccio multidisciplinare che può integrare competenze in materia di dattiloscopia, biologia e genetica forense, balistica, analisi delle tracce, ricostruzione tridimensionale e documentazione tecnico-scientifica.
Nell’ambito delle investigazioni difensive e della consulenza tecnica di parte, l’attività consente di verificare la correttezza degli accertamenti compiuti, individuare eventuali elementi trascurati e formulare ipotesi ricostruttive alternative, offrendo un supporto tecnico-scientifico qualificato nel procedimento penale.

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Domande Frequenti
Che cos’è l’analisi tecnico-forense della scena del crimine?
È l’esame sistematico dei luoghi, dei reperti e della documentazione investigativa, finalizzato a ricostruire la dinamica dell’evento e a valutare il significato delle tracce acquisite.
In cosa consiste la consulenza nell’interesse della difesa?
Consiste nella valutazione critica dei sopralluoghi e degli accertamenti svolti, verificando la corretta individuazione, documentazione, repertazione, conservazione e interpretazione degli elementi di interesse processuale.
Il consulente della difesa può accedere alla scena del crimine?
L’accesso dipende dalla fase del procedimento, dalla disponibilità dei luoghi e dalle autorizzazioni necessarie. Quando non è possibile, l’analisi può essere condotta sulla documentazione fotografica, video, planimetrica e sugli atti di indagine.
Quali documenti vengono esaminati?
Verbali di sopralluogo e repertazione, fascicoli fotografici, filmati, planimetrie, rilievi metrici, annotazioni operative, referti, relazioni tecniche e documentazione relativa alla catena di custodia.
Che cosa si verifica durante la revisione del sopralluogo?
Si controllano completezza e coerenza della documentazione, correttezza delle procedure adottate, possibili contaminazioni o alterazioni e corrispondenza tra quanto osservato, repertato e successivamente interpretato.
Che cos’è la catena di custodia?
È la documentazione dei passaggi attraverso i quali un reperto viene individuato, raccolto, confezionato, trasferito, conservato e analizzato. Serve a garantirne l’identità, l’integrità e la tracciabilità.
È possibile ricostruire la dinamica dell’evento?
La ricostruzione può essere formulata quando le tracce e i dati disponibili risultano sufficienti e reciprocamente coerenti. Deve distinguere i risultati oggettivamente documentati dalle ipotesi interpretative.
È possibile rilevare errori o criticità nelle indagini già svolte?
Sì. L’esame può evidenziare carenze documentali, procedure non correttamente applicate, perdita o contaminazione delle tracce, incongruenze ricostruttive e interpretazioni non adeguatamente sostenute dai dati.
Le fotografie possono sostituire l’esame diretto dei luoghi?
Possono consentire una valutazione tecnica, ma non sempre restituiscono tutte le informazioni ricavabili dall’osservazione diretta. La loro utilità dipende da qualità, completezza, scala e corretta contestualizzazione delle immagini.
Qual è l’esito dell’analisi?
L’attività può confluire in una consulenza tecnica contenente le verifiche eseguite, le eventuali criticità riscontrate e una valutazione delle ipotesi ricostruttive compatibili con gli elementi disponibili.